85 | Filo rosso
Una mostra potente, quella di Chiharu Shiota. Ma a te piacerebbe?
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Spesso mi capita di confrontarmi con amici e conoscenti sull’arte contemporanea. C’è chi la apprezza, ma c’è soprattutto chi nemmeno la guarda perché non si ritiene in grado di comprenderla o la ritiene una sciocchezza.
Inoltre, ci sono anche gli esperti - galleristi, critici e studiosi - che ritengono neofiti e curiosi non meritevoli di esprimere un’opinione.
E poi ci sono io, che visito ogni mostra di arte contemporanea che posso per farmi un’idea mia sull’argomento. Ogni volta mi approccio con rinnovato interesse e ne esco con un nuovo piccolo bagaglio di conoscenza, assimilata sul campo. Capita anche che qualcosa non mi piaccia o che non riesca a comprenderne il senso, ma mai mi sono pentita di averci provato.
La felicità è una mente aperta. Fai attenzione ai tuoi stereotipi e pregiudizi, potrebbero metterti in trappola e farti perdere ciò che la vita ha da offrire.
Med Yones (economista)
Il tremore dell’anima: Chiharu Shiota a Torino
C’è chi tesse reti invisibili per catturare sogni, memorie, la vibrazione sottile della vita che scorre. Chiharu Shiota, artista giapponese tra le più poetiche e intense della scena contemporanea, espone al MAO di Torino “The Soul Trembles”, una retrospettiva che trasforma il museo in un grande organismo vivo.
Non è solo una mostra, ma un invito a entrare e perdersi nelle sue trame di fili rossi e neri. Monumentali architetture che raccontano emozioni sospese e interrogativi universali: la memoria, la perdita, l’identità, il rapporto con l’altro.
Ma i fili di Shiota dialogano anche con le collezioni permanenti del MAO, conducendoti in un labirinto meditativo, dove la presenza del corpo si fa generatrice di senso.



Al MAO di Torino, fino al 28 giugno 2026.
Vuoi ricevere un biglietto di auguri?
Lo scorso anno vi è piaciuta l’idea di ricevere da parte mia una cartolina come augurio di Natale e Anno Nuovo. E io ho adorato scrivere un pensiero dedicato a ciascuno, anche se non avevo idea di chi foste.
Perciò ho deciso di replicare perché quanto è bello ricevere nella buca delle lettere qualcosa che non sia una bolletta? Quindi, se ti va, inviami il tuo indirizzo postale ⬇️
Naturalmente l’indirizzo si autodistruggerà subito dopo essere stato scritto sulla busta 😉
Il cielo grigio (chi l’avrebbe detto), fare i primi regali di Natale, le foglie rosse dell’acero giapponese a terra.
(Se sei nuovo e non sai cosa siano gli “arcobaleni”, l’ho raccontato nella Puntata 1 di Positivamente)
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Giornalista, autrice e, soprattutto, esploratrice. Appassionata di cibi e luoghi del mondo, ne scrivo articoli per giornali e storie per libri. Se fossi un piatto, sarei il cous cous. Pietra miliare della cultura mediterranea vanta origini africane che, però, sono giunte attraverso le nostre isole maggiori fino a Genova. Non guizza come gli spaghetti, non scivola come i maccheroni ma ha una presa rassicurante, conscio del ruolo di aggregazione che gli compete. È sobrio, per gli ingredienti semplici di cui è composto, ma sa essere raffinato, in base alle spezie che gli si abbinano. Per saperne di più su di me: traveltotaste.net | masalastudio.art
Il Cielo di Maiolica Blu - un’insolita storia con la Turchia
Il mio primo romanzo Agata e le stelle
Dalla bagna càuda al sushi. Storia della Torino gastronomica (di cui ho curato la sezione sulla cucina etnica)





